Non son abituata a condividere troppo il mio dolore, ma so che non posso scrivere altro su questo blog se prima non scrivo qualche parola su questo lutto.

Mia zia Lucia se n’è andata esattamente un mese fa e tutto è cambiato, dopo che il mostro contro il quale aveva coraggiosamente combattuto, si è ripresentato.

Il mio ultimo post sul blog era il dolce che le avevo fatto per il compleanno, mischiando due dei suoi gusti preferiti, il limone e il cioccolato bianco.

Pensavo fosse questo a bloccarmi, a non farmi più pubblicare, poi ho capito che c’era dell’altro, sapevo e so che lei era una delle prime a leggere le mie ricette, i miei articoli e a guardare i miei video sul blog, a commentare, a complimentarsi, a mettere “mi piace” e a condividere i miei post su Facebook e a mettere il pollice in su sotto ai miei video su Youtube.

So che una volta che pubblicherò questo mio sfogo, lei non potrà più fisicamente confortarmi, né a voce né coi suoi affettuosi abbracci, quelli a cui a volte, a causa del mio carattere, ho cercato di sfuggire e che ora mi mancano e mi servirebbero.

E’ riuscita a riavvicinare una famiglia, a dare l’esempio di come dovrebbe essere il perdono, a sostenermi e sostenerci tutti persino quando il dolore era forte.

Era una persona semplice, che non aveva avuto la possibilità di studiare molto, ma che aveva tanta voglia di imparare dalla vita e dalle sue esperienze e che voleva farne di nuove.

Era una donna con una dignità immensa, che non si autocommiserava per ciò che aveva passato (e ne aveva davvero passate tante), era una persona forte, riusciva ad essere felice per i successi degli altri e a condividerne la gioia.

Mi elogiava sempre, voleva che realizzassi i miei sogni, che mi laureassi e avessi una mia famiglia.

Non aveva figli, ma trattava noi nipoti come tali, e io le volevo bene come se fosse una seconda mamma.

Ho fatto in tempo giusto a finire gli esami che mi mancavano e il giorno dopo è peggiorata, si è risvegliata solo una volta e ha riservato a ognuno parole di conforto e coraggio.

A me ha preso la mano e ha detto: “Io combatto, devo vedere la tua laurea” e “anch’io” quando le ho detto di volerle bene.

Due giorni dopo se n’è andata e io ricordo solo di essermi accasciata al suo capezzale, con un dolore talmente forte da lacerarmi l’anima, ma lei non era più lì, aveva smesso di soffrire, però son sicura che ci vegliasse per darci la forza di andare avanti.

Ho tante persone che mi stanno intorno e che mi amano e mi sostengono: ho i miei genitori e mio fratello, i miei zii e i miei cugini, il mio compagno che rispetta me e i miei tempi e che è tanto paziente soprattutto adesso, ho i miei amici che mi sostengono, soprattutto Veronica, che per me è come una sorella.

Il problema è che per quanto sia grata e mi senta fortunata, mia zia non è sostituibile, come non lo è nessuno dei miei affetti e come non dovrebbe esserlo nessuno in generale.

Il dolore è ancora forte e presente, immagino che col tempo si affievolirà, o almeno imparerò a conviverci, ma una cosa so per certa: mi manchi zia e mi mancherai sempre.


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