Ultimamente qualcuno sui social mi ha fatto notare che sto meglio, dato che francamente non lo so nemmeno io come sto, ho osato chiedere da cosa lo deducessero.
Le risposte sono state le più disparate: “Sorridi nei selfie”, “Vai in giro”, “Fai attività ricreative”, “Non ti lamenti troppo”, “I tuoi post sembrano più felici”.
Ovviamente le mie interazioni con questi vaneggiamenti sono state un misto di sconcerto e seccatura.
Il problema è che sono state un po’ troppo frequenti e quindi son qui a spiegarvi qualcosa che ho già spiegato e qualcosa che evidentemente ho omesso di dire.
Innanzitutto,m la depressione non è tristezza, è una malattia e va curata esattamente come qualsiasi altra malattia, ovvero non sforzandosi di essere felici, ma con terapie ad hoc che vengono stabilite di caso in caso e con degli specialisti del settore.
E’ una malattia lunga e che porta letteralmente via molte energie, non sempre ciò si nota in quanto il malato tende a nasconderla, avendo paura del giudizio della gente.
Questo in realtà varia anche in base al carattere di una persona, io tendo ad essere molto solare in compagnia, non mi piace vedere gli altri tristi, soprattutto per colpa mia e ciò mi fa consumare ancora più energie, che poi in qualche modo devo recuperare.
Spesso nei momenti in cui sono più dolorante o disperata, evito il contatto con le persone, soprattutto se hanno o se penso che abbiano problemi più seri dei miei, mi chiudo in me stessa, piango da sola e poi cerco di dormire per non pensare.
Ogni tanto esterno il mio dolore al mondo social, ma lo faccio appunto poco, per il resto quindi è difficile sapere come sto guardando il mio Facebook o Instagram.
Ecco perchè vi prego, seriamente, vi scongiuro di dirmi frasi come quelle sopra citate.
Altra cosa poco carina che succede spesso: i “ti voglio bene” regalati come fossero caramelle. Per me le espressioni d’affetto di questo tipo dovrebbero essere qualcosa di speciale, da donare a persone speciali, con cui si condivide molto e a cui ci si sente in qualche modo legati. Se avete intenzione di starmi vicino (non addosso, vicino) son la prima ad esserne lieta, ma passare da un eccesso all’altro, pensare che io abbia voglia di parlare per forza di ciò che mi affligge, esserci solo quando se ne ha voglia, prentendere di avere solo il meglio e mai il peggio, sparire per mesi e dire “è stato un brutto periodo” non significa volere bene o tenere a una persona.
Sono la prima ad avere avuto un periodaccio, tra il lutto per mia zia e la depressione, più altri problemi che al momento non ho voglia di condividere, sono stata umiliata, nel fisico e nella mente, eppure ho sempre trovato il tempo di interessarmi alle persone a cui voglio bene e a cui tengo.
Se mi avete delusa e siete spariti quando ero in difficoltà o quando avete peggiorato le mie difficoltà, vuol dire che non era il periodo a essere brutto, ma voi ad essere egoisti e soprattutto eravate voi a non volermi veramente bene o a tenere a me come persona. Quindi, per favore, piantatela di distribuire parole affettuose come fossero coriandoli, perché poi le persone vi credono e ci stanno male quando dimostrate il contrario.
Posso essere depressa, non facile, ma io ci sarò sempre per le persone a cui tengo.

Categorie: Pensieri

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