Recentemente, leggendo un post di una ragazza su Facebook, ho sentito che il pensiero che aveva formulato era quello che anche io formulo in maniera costante da anni. In poche parole esprimeva la sua frustrazione per l’essersi sentita accusare, immagino più di una volta, di usare il social in questione solo per mostrare le tette e quindi di essere meritevole di molestia. Ovviamente, anche se lo avesse fatto, non sarebbe comunque stata meritevole di molestia, nessuno lo è, ma questa donna si è difesa dicendo che pubblica un sacco di altre cose interessanti. E ha stramaledettamente ragione. E’ bella certo, ma ha anche un sacco di cose da dire, mi ritrovo spesso a leggere i suoi post e altrettanto spesso le lascio un like sentito.
Questa cosa mi ha portato a riflettere sulla mia di situazione, non perchè sulla mia pagina Facebook non ci siano foto che possano essere definite provocanti, ma perchè effettivamente di contenuti ne pubblico parecchi, di solito solo il fine settimana mi concedo qualche foto o selfie.
Quindi ricapitolando nella mia pagina ci sono contenuti di psicologia, perchè è quello in cui mi sono laureata, post riguardanti gli articoli che pubblico sul mio blog, che per alcuni affezionati sono degni di visualizzazione e che sicuramente non contengono le sopra citate fotografie, trattando argomenti, quali il make-up, la cucina, pensieri vari ed eventuali etc.
Ci sono post che promuovono l’adozione di animali, altri che riguardano pelosi in difficoltà, altri ancora che condividono la tenerezza e l’intelligenza animale.
Ci sono post in più di una lingua perchè ne conosco almeno tre oltre alla mia, post di indignazione, post di solidarietà.
E poi ci sono le cavolate. Ecco sulle cavolate e i meme si apre un mondo sui miei social. Perchè quelli che ci provano puntando sulle tette e sulla loro mascolinità integerrima, sottovalutano quello che realmente piace a me. A me piace ridere, a me piacciono le “nerdate”, a me piacciono le “nerdate” che fanno ridere. Ne posto un sacco di cavolate e spesso le salvo per mostrarle ai miei amici, per ridere insieme a loro, perchè mi piace anche la condivisione.
Internet e i social ci hanno fatto un enorme regalo, quello di poter condividere con le persone le nostre passioni con gli altri, anche se non siamo vicini.
E poi c’è chi usa questo regalo male, con la supponenza che le sue attenzioni siano gradite, solo perchè pretendiamo di esprimerci liberamente non considerando i diritti altrui.
La colpa è sempre nostra, sempre di chi subisce la molestia, perchè l’algorimo di Facebook, che ci mostra ciò con cui interagiamo più di frequente, al molestatore mostra solo quel frammento di noi che è nel suo interesse avere, poco importa se abbiamo parlato anche d’altro, hai le tette (o il sedere, o qualsiasi altra cosa che lui trovi attraente) e non le nascondi, allora sei colpevole di avere attizzato il maschio, non riuscendo a capire che è veramente molto triste che un essere umano non si sappia controllare in una società civile.
Sinceramente io sono stanca di sopportare in silenzio questi disadattati sociali, sono stanca di dover giustificare ogni foto, così le pubblico e basta, lascio a voi l’interprezione, con la speranza che voi lasciate in pace me.


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