Annelies Marie Frank nacque nel 1929 a Francoforte, in Germania da una famiglia ebrea. Con la sua famiglia, composta dal padre Otto, dalla madre Edith e dalla sorella Margot, fu costretta a emigrare in Olanda a causa dell’antisemitismo dilagante nella patria d’origine, tra il 1933 e il 1934.
Anne ebbe una vita pressocchè normale fino al maggio del 1940, quando la Germania invase l’Olanda e vennero introdotte le leggi antisemite, che tolsero loro ogni diritto ad avere una vita sociale e pubblica piena. Questo fu un duro colpo per la vivace Anne, che si vedeva togliere la posibilità di andare persino al cinema, una delle sue grandi passioni. Fu obbligata inoltre abbandonare la scuola, a registrarsi con tutta la sua famiglia su un apposito registro, a iscriversi un liceo per ragazze ebree e portare la stella di David sui vestiti.
Il padre per evitare di vedersi confiscare l’azienda, fu costretto a cederla ai suoi collabolatori Kleiman e Kugler.
Nel giugno del 1942, per il suo compleanno, le venne regalato un diaro, su cui cominciò ad annotare le sue esperienzie, sottoforma di lettera a una immaginaria “Kitty”.
Le cose precipitarono nel luglio di quello stesso anno, quando a Margot venne intimato di presentarsi all’ufficio centrale per l’emigrazione ebraica, per essere mandata in un campo di lavoro. Non presentarsi avrebbe comportato l’arresto della sua famiglia.
Otto, preparato ad un’eventualità del genere e non essendo riuscito a emigrare con la famiglia negli Stati Uniti o a Cuba, aveva preparato un’alloggio segreto nella casa retrostante la sua azienda, a cui si accedeva da un ingresso nascosto da una libreria girevole.
Nella clandestinità sarebbe stato aiutato dai suoi collaboratori, dalla sua segretaria Miep Gies e da Bep Voskuijil.
Ben presto vennero raggiunti dalla famiglia Van Pels, Hermann e Auguste con il figlio Peter, e a novembre dal dentista Fritz Pfeffer.
Anna visse questi due anni in un clima di costante tensione che, obbedendo a una vocazione da futura scrittrice, descrisse perfettamente nel suo diario. La frustrazione di dover stare attenta a non fare rumore, non poter andare in bagno in maniera libera e normale, in quanto anche tirare lo sciacquone rappresentava un pericolo, la totale mancanza di privacy, i conflitti che naturalmente si creavano tra gli abitanti dell’alloggio. Bisogna inoltre rcordare che oltre alla vivacità che la contraddistingueva, Anne stava entrando nell’adolescenza, il suo corpo cambiava, i conflitti con la madre, sempre più depressa e disperata, crescevano, nonostante la mediazione del padre. Anche la contrapposizione del suo carattere con quello della sorella più mite, la facevano soffrire, soprattutto quando venivano messi a confronto.
Anne descrisse inoltre l’infatuazione per Peter, i suoi dubbi sul matrimonio dei genitori, le sue curiosità sul sesso e le sue posizioni sul ruolo della donna. Molte di queste parti non furono pubblicate inizialmente per volere di Otto.
Anne iniziò persino a riscrivere il suo diario, utilizzando pseudonimi e accorpando episodi, quando Radio Orange lanciò un appello perchè i cittadini tenesso nota del periodo dell’occupazione, per poi pubblicare le memorie successivamente alla guerra.
Anne purtoppo fu arrestata con la sua famiglia e i suoi coinquilini il 4 agosto del 1944, quando la Gestapo irruppe nell’alloggio segreto, a seguito di una segnalazione.
Il delatore non è mai stato identificato, ma tra i sospettati ci sono stati Van Maren, un magazziniere della ditta di Otto, Lena Hartog-van-Bladeren, il cui marito lavorava in magazzino come aiutante di Van Mareen, Anton Ahlers, cacciatore di taglie sugli ebrei, Ans Van Dijck, che nonostante fosse ella stessa ebrea, consegnava ebrei nascosti in cambio della promessa di un rifugio, e la sorella di Bep, Nelly Voskuijil, che aveva simpatie per il nazismo.
Dei rifugiati solo Otto torno a casa da Auschwitz e fece pubblicare il diario della figlia.
Edith Frank morì di inedia as Auschwitz-Birkenau, non potendo sopportare di essere stata separata dalle figlie.
Herman Van Pels morì ad Auschwitz in una camera a gas o a causa di una ferita infetta.
Peter fu costretto a unirsi in una marcia della morte da Auschwitz a Mathausen, dove morì tre giorni prima della liberazione del campo.
Fritz Pfeffer moriì nel capo di Neuengamme, dopo avere passato i lager di Sachsenhausen e Buchenvald.
Auguste Van Pels passò da Auschwitz a Bergen-Belsen, con le sorelle Frank a cui restò vicina, fu poi trasferita a Buchenwald e a Theresienstadt, trasferita nuovamente, non si conosce la data e il luogo della morte.
Margot e Anne furono presto trasferite da Aushwitz a Bergen-Belsen, si ammalarono entrambe di tifo esantematico. La prima a morire fu Margot, a febbraio o marzo del 1944, pochi giorni dopo Anne la raggiunse.


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