“Lo faccio dopo.” Chi non lo ha mai detto? Il problema è quando lo diciamo troppo spesso.
“La dieta? La faccio dopo.” “La visita? La faccio dopo.” “L’esame? Lo faccio dopo.”
Ovviamente ha tutta una serie di varianti.
“Lo abbraccio? Ma sì, quando torno” “Lo bacio? Non è il momento, abbiamo appena litigato.” “Facciamo l’amore? Manco glielo chiedo, è stata una giornata stressante”.
Non vorrei far venire l’ansia a nessuno, ma spesso confidiamo in un “dopo” che non è detto che ci sia. Quella chiamata non fatta per orgoglio o paura, quel messaggio non mandato perchè tanto potete mandarlo anche domani, quel viaggio rimandato perchè tanto il mondo ci attende, be’, spesso è così che perdiamo le occasioni per stare bene o per fare stare bene gli altri.
Ci sentiamo degli eterni giovanotti, ma la vita avanza inesorabile, sempre ricca di sorprese che non è detto siano sempre belle.
Dopo due anni ancora mi sento in colpa per avere rimandato la laurea. Potevo farla a marzo, ma mi sentivo stanca e stressata e ho deciso di rimandarla a luglio. Quando ho deciso mia zia era viva, io pensavo, forse un po’ troppo ottimisticamente, che lo sarebbe stata anche a luglio, che sarebbe guarita, invece peggiorata e morta ad aprile.
Ovviamente questo è un caso limite, ma le persone non si perdono soltanto perchè muoiono, le persone si perdono perché si pensa che rimangano lì, ad aspettare, mentre noi viviamo la nostra vita. Ci dimentichiamo che anche loro vivono la loro, che qualcosa può cambiare, che si rifiutino di parlare di nuovo con noi perché non sentono più quella vicinanza che noi stessi abbiamo contribuito a far diventare lontananza.
Il tutto perché abbiamo stupidamente atteso il momento giusto, che poi in realtà non esiste, se non quando siamo noi a crearlo.
Nessuno se ne va per un motivo solo, ma a volte basta un solo gesto a far cambiare idea a una persona, un solo gesto che le faccia sentire importante, benvoluta, vicina. Che le ricordi che ha un valore per noi e non solo, che le ricordi che non è sola. che non la faccia sentire scontata. Perché è proprio lì che sta il problema del procrastinare: dare per scontata una persona, il suo affetto e la sua presenza, ma anche dare per scontato il nostro tempo, la nostra salute, la nostra vita.


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