Manca una settimana al mio compleanno e di norma la prendo parecchio meglio: è solo un numero, non sarò diversa dal giorno prima e mi piace scherzare dicendo che ne compio 25 come ogni anno.
Di norma lo festeggio anche, non senza qualche frustrazione, come il dover rincorrere la gente che non mi da mai risposte per tempo.
Sono una persona molto organizzata e cerco di avvertire tutti con largo anticipo, di venire incontro alle esigenze di più persone possibili, ciò nonostante ogni anno ce n’è una.
Il bullismo durante le elementari e le medie non mi ha impedito di festeggiare con quei pochi meritevoli, anzi ricordo spesso di avere invitato anche alcuni bulli e bulle per cercare di farli smettere di infastidirmi, ho desiderato essere loro amica perchè non capivo cosa ci fosse di tanto male in me da portarli ad essere così odiosi.
Ebbene sì, ci sono cascata spesso in questa cosa, ho colpevolizzato me stessa prima di attribuire agli altri le loro colpe.
Anche quando c’erano mille storie per festeggiare il mio compleannio, anche da adulta, io ho sempre pensato di non essere abbastanza meritevole di essere festeggiata.
Eppure anche con tre persone, ho sempre festeggiato, perchè ho sempre ritenuto importante festeggiare la vita. Anche quando mia zia era appena morta, mi sono lasciata convincere a festeggiare, anche quando non credevo di poter nemmeno riuscire a sorridere perché ero semplicemente stanca di farlo.
Be’ quest’anno il destino si è davvero superato, non avrei neanche saputo immginarla una cosa del genere: una pandemia globale.
Lo so che c’è gente messa peggio, lo so che c’è chi non festeggia mai a causa delle guerre o della fame, mi vergogno persino a starci male per un dannato compleanno.
Forse però è che quest’anno finalmente ho conosciuto un sacco di persone valide, con ideali comuni e con tanta voglia di aiutare il prossimo, forse quello che mi pesa è non riuscire a festeggiare con loro.
Il fatto di non vedere la mia famiglia da Natale e non poterli vedere quel giorno, complica ulteriormente le cose, mi mancano e non è affatto semplice.
Molti penseranno che sia un’ossimoro che una depressa voglia festeggiare la vita, ma non è così, io voglio festeggiare tutte le volte in cui ho pensato di farla finita e invece ho lottato e sono rimasta. Voglio festeggiare le opportunità che la vita non mi ha servito, perchè così ho imparato a costruirmele, a vederle anche se non erano davanti ai miei occhi. Voglio ballare, ridere, anche col cuore infranto. So come si ricostruisce, anche meglio di prima, ci sono già passata. Voglio dimenticarmi del dolore per qualche ora, anche solo per un istante, solo per ricordarmi di quanto questa vita può essere piena e bella.


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