Parliamo del 2020 come di un anno catastrofico, io personalmente ho le mie buone ragioni per descriverlo così, come molte e molti ne hanno molte altre e, magari, anche più buone delle mie.
Eppure…
Eppure forse quest’anno appena finito, ci ha dato secondo me una maggiore consapevolezza, ci ha dato una piccola scossa e ci ha fatto vedere le cose per quello che sono davvero.
Si è portato via un sacco di persone e ha lasciato vuoti incolmabili, è vero, ci ha fatto lottare contro un nemico invisibile che si è portato via le nostre libertà, ci ha fatto perdere il lavoro, ha messo in ginocchio l’economia, le aziende, i lavoratori, ci ha portato via il tempo, eppure…
Eppure il tempo veniva portato via anche prima, solo che lo faceva lontano dai nostri occhi: la fame, la guerra, lo sfruttamento delle persone continua da anni a rubare il tempo a donne, uomini, bambine e bambini.
Eppure se non vogliamo andare così lontano, il tempo è stato sottratto per anni agli onesti lavoratori, che per pagare le tasse e sopravvivere, devono lavorare incessantemente anche per chi si becca cifre da capogiro per fare la parte dell’assenteista, vomitando slogan crudeli e ignobili, mettendo i poveracci gli uni contro gli altri, al solo scopo di assicurarsi un benessere che è negato persino a chi gli crede.
Il tempo poi è mancato a tutti il lavoratori precoci, che ora magari hanno più di cinquant’anni e si ritrovano senza tutele, che hanno perso il lavoro a pochi anni dalla pensione e che ora non trovano una soluzione. Noi ci lamentiamo perché non possiamo uscire, c’è gente che non ha mai potuto per garantire ai figli l’istruzione che non ha potuto avere per sé stessa, che ha rinunciato a tutto sperando in un futuro migliore per la propria prole e che adesso rischia di perdere tutto ciò che ha costruito sacrificando il suo tempo.
Gli operai e non solo loro, hanno continuato ad andare a lavorare in fabbrica, meno, perché si è attivata la cassa integrazione, ma senza protezioni sufficienti: alcuni di loro hanno perso il tempo nelle terapie intensive, altri lo hanno perso del tutto.
Il valore del temo avevo cominciato a capirlo dalla morte di mia zia. Lei ha lavorato una vita in fabbrica, era una lavoratrice precoce, ha fatto in tempo a “godersi” un anno di pensione, prima che il suo tempo le fosse rubato da un male incurabile. Prima gli era stato rubato dal lavoro e da persone che avevano cercato di rovinarle l’esistenza. Si era tirata su e aveva sempre aiutato gli altri: lo dico sempre che senza di lei non avrei potuto laurearmi, il suo sostegno è stato fondamentale. Quando è morta ho provato un profondo senso di ingiustizia, di li a poco avrebbe potuto fare ciò che più desiderava, invece in poco più di un anno le era stato tolto anche questo.
Furono questi pensieri che mi convinsero a riflettere su ciò che davvero volevo. Intanto sapevo ciò che non volevo: non volevo farmi rubare il tempo, non volevo morire piena di rimpianti.
Purtroppo la depressione in cui crollai di tempo me ne fece perdere ancora, me ne fa perdere ancora, eppure sento che quest’anno così disastroso mi ha dato una sorta di motivazione in più.
E’ vero, il 2020 mi ha rubato un sacco di tempo, ma è anche vero che mi sono potuta concentrare di più sul mio blog.
Il mio gatto ha un tumore e ha dovuto subire un intervento invalidante, ma ora è qui che fa le fusa sulle mie gambe, ogni giorno in cui lui c’è è come se mi regalassero del tempo da passare con lui e voglio passarlo al meglio.
Finché respiriamo, abbiamo tempo, allora tanto vale approfittarne.
E’ vero ogni tanto perdo tempo a piangere, ma se ne perdo vuol dire che ancora ne ho, allora mi asciugo gli occhi e mi preparo a combattere.


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