Ho sempre invidiato quelli che sembrano senza paura, quelli sicuri che andrà tutto bene, salvo poi capire che la maggior parte può permettersi di avere tutta la calma di questo mondo ha di norma il fondoschiena ben parato in caso di imprevisti.
Pensavo che non avere paura fosse sinonimo di coraggio, poi ho capito che chi davvero non ha mai paura si chiama incosciente, non certo coraggioso.
Fino a poco tempo fa credevo di non essere coraggiosa, malgrado ostentassi una certa sicurezza davanti agli altri, sapevo di avere un sacco di paure e fobie.
Parlo di piccole e di gradi paure, da quella per insetti e aracnidi, a quella di non essere accettata.
Ho vissuto e vivo nel terrore che le persone scoprano che non sono granché e che mi deridano, ma le parole chiave sono proprio in questa frase: io ho vissuto e io vivo.
Perché credo che il coraggio credo sia proprio questo, vivere e lottare per ciò che riteniamo giusto nonostante le nostre paure, nonostante l’ansia e a volte la certezza di quello che succederà.
Nella vita ho avuto esempi di coraggio quotidiano e ne sono grata.
Mia madre, che ha perso una sorella e il lavoro nel giro di tre anni, che ancora fa di tutto perché la sua famiglia stia bene e che non si arrende e cerca soluzioni per far fronte alle difficoltà.
Mio nonno, che detestava più di ogni altra cosa litigare, che da bambina mi nascondeva nel suo garage in campagna con la scusa di avere bisogno del mio aiuto per permettermi di leggere, sapendo che se mia nonna lo avesse scoperto avremmo passato ore in preda alla sua ira.
Mia zia, che sapeva che stava morendo, mentre io mi ero illusa che ce l’avrebbe fatta, che avremmo lottato inseme, che incoraggiava me a dare l’ultimo esame, che mi ricordava che ce la potevo fare.
Per me è ancora difficile parlare di lei per davvero, dico che era buona e che era preziosa, eppure faccio ancora fatica a dire “ti voglio bene” alle persone perché è l’ultima cosa che ho detto a lei.
Sì, mi sono dovuta fermare un attimo e sì, mi sono scese le lascrime. Ho comunque avuto il coraggio di scrivere quello che ho dentro: vi sembra una cosa da poco?
La cosa più assurda è che me ne accorgo oggi, ma io non sono coraggiosa da oggi, lo sono già stata.
Ho sempre mirato alla perfezione, non ho mai avuto molta difficoltà nello studio e proprio per questo ho sempre temuto di non essere all’altezza, così non mi sono mai offerta volontaria durante le interrogazioni in classe. Un giorno il mio compagno venne chiamato fuori per essere interrogato, si girò verso di me e sgranò gli occhi, mi disse a mezza voce: “Non so nulla”. Guardai il suo terrore, anche se non avevo studiato granché sapevo che sarei andata ben oltre la sufficienza, ma che non avrei raggiunto il voto che avrei voluto. Eppure la mia mano scattò in aria e chiesi: “Prof. posso essere interrogata al posto suo?”
Lui non aspettò nemmeno la risposta della professoressa, mi prese la mano e mi disse: “Grazie”. Il sette e mezzo che presi fu più bello di tutti i nove e i dieci che avevo già preso e che avrei preso in seguito. Ero fiera di me perché avevo reso felice un’altra persona e anche io ero felice. Non per questo non mi sudarono le mani durante l’interrogazione o non ebbi paura di non ricordare qualcosa e di fare scena muta, ma in fondo cos’era in confronto a una persona felice?
Lo so, non è questo gra racconto e so ance che non sembra questo grande atto di coraggio, ma questo perchè quasi nessuno a quanto fossi insicura all’epoca e quanto lo sia ancora oggi.
Non molti sanno quanto coraggio ci voglia a dire “ho la depressione”, soprattutto quando senza farlo apposta ridi sempre e cerchi sempre di sdrammatizzare, quando gli altri non sanno cosa sia la depressione nascosta e credono tu abbia solo un attimo di tristezza.
Non sanno quanto coraggio ci vuole a vivere, ad alzarsi dal letto travolti dalla stanchezza e dai sensi di colpa, a ricordarsi che c’è chi ha bisogno di noi e che quindi non possiamo semplicemente eclissarci.
Non sanno quanto coraggio c’è voluto per uscire da guscio della timidezza e ostentare sicurezza, per proteggere me stessa ovviamente, ma anche chi ha bisogno intorno a me.
Molti non sanno nemmeno quanto è difficile scrivere queste righe e poi scegliere di pubblicarle, la verità è che io forse non sarò la persona col pù alto tasso di coraggio che esista che esista, ma sono coraggiosa.


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