Sharon Barni
Victoria Osagie
Roberta Siragusa
Teodora Casasanta
Sonia Di Maggio
Ilenia Fabbri
Piera Napoli
Luljeta Heshta
Lidia Peschechera
Clara Ceccarelli
Deborah Saltori
Rossella Placati


Non ho tirato fuori nomi a caso da un cappello, queste sono le vittime di femminicidio del 2021. Volevo che avessero un nome e che non fossero solo un numero.
In soli due mesi abbiamo già 12 vittime di un nemico che è talmente radicato nella nostra cultura, che facciamo ancora fatica a vederlo.
Nel 2020, durante il lockdown le vittime di femminicidio sono aumentate, più dell’80% delle donne morte in maniera violenta sono morte perché non hanno accettato il ruolo che un’uomo gli imponeva, che la società gli imponeva. La maggior parte è morta per mano di mariti, compagni o ex, insomma degli uomini. In alcuni casi le figlie e i figli ci sono andati di mezzo anche fisicamente, a testimonianza che la violenza sulle donne è strettamente collegata a quella sui minori.
Qualcuno a Sanremo pochi giorni fa, ha detto che noi donne dovremmo combattere col sorriso per tenerci i diritti che ormai abbiamo, ma davvero? Davvero dovremmo sorridere davanti a una mattanza? Davvero credete che abbiamo già pari diritti solo perché è scritto su un pezzo di carta?Davvero credete che la disoccupazione femminile e la disparità di compensi siano già superati?
Noi siamo stanche di sentir parlare di delitti passionali e di uomini che amano troppo, di raptus e di gelosia. L’amore e la passione costruiscono, non distruggono. E poi, come si fa a parlare di raptus quando un omicidio premeditato, spesso preceduto da stalking, in cui l’uomo aspetta la sua ex dove sa che la troverà, magari con una tanica di benzina già acquistata?
Siamo stanche di essere incolpate di essere troppo libere. La libertà anzi, spesso è troppo poca: quando scegliamo un vestito che ci piace meno, ma che ci copre di più, quando cambiamo strada per paura di essere seguite, quando cerchiamo le chiavi di casa prima di scendere dall’auto o serriamo la mano intorno allo spray al peperoncino che abbiamo in tasca, quando qualcuno si intromette nelle scelte sul nostro corpo.
Vogliamo che la smettiate di darci la colpa della violenza, non vogliamo più che venga insegnato alle donne come comportarsi per non essere abusate, basta con tutto questo paternalismo!
Vogliamo che lo Stato sia presente, che investa nell’educazione al rispetto e alla parità di genere, che lotti con noi per dare dignità alle vittime.
Vogliamo che si smetta di dire “not all men”, non tutti gli uomini, perché se è vero che non tutti gli uomini sono violenti, la violenza sulle donne è quasi esclusivamente perpetrata da uomini e sono abbastanza da far sentire insicure la maggior parte delle donne.
Non basta non essere violenti, vogliamo che gli uomini lottino con noi. Vogliamo che si sentano liberi di dissentire sul compagno che manda il filmato intimo dell’ex, senza la paura di essere emarginati o di essere chiamati sfigati o “froci”. Vogliamo che gli uomini, possano sentirsi liberi di esprimere le loro emozioni, senza essere bollati come “femminucce”.
Vogliamo maggiori tutele per le donne che lavorano e che non riescono a trovare lavoro, perché confinate ai lavori di cura e non per libera scelta.
Vogliamo l’iva al 4% sugli assorbenti, perché le mestruazioni non sono un lusso. Se poi magari chi si occupa di pubblicità la piantasse di far apparire il sangue mestruale come un etereo liquido azzurrino e ci aiutasse a far capire che é meno splatter il sangue che esce da una vagina che quello in  un film horror, saremmo ancora più grate.
Vogliamo che lo Stato si impegni a sostenere maggiormente i centri antiviolenza, che sono fondamentali per le vittime in fuga da familiari ed ex violenti. Vogliamo altresì che i centri antiviolenza accolgano anche le donne transessuali, perché non è l’essere nata con una vagina che ti rende una donna e anche loro crediamo meritino sostegno come ogni donna vittima di violenza.
Chiediamo tutto questo e anche di più, perché il patriarcato sia abolito in ogni sua più piccola e subdola forma. Perché la lotta al patriarcato non è solo un diritto, è un dovere!


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