Avete notato che nella visione patriarcale ogni evento funesto, dalle tempeste in mare alla maionese che impazzisce, è colpa di una donna?
Io sì e anche tante altre donne come me.
Con come me, intendo altre donne stanche di sentirsi colpevoli anche quando non lo sono, a cui però i meriti tardano ad essere attribuiti.


Nel patriarcato non c’è possibilità per una donna di non essere colpevole.

La tua casa è in disordine? Colpa tua, non importa se convivi con un uomo, anzi è peggio. Fai vivere quel pover uomo nel sudicio? Vuol dire che non lo ami abbastanza. Inutile far notare che quell’uomo è perfettamente abilitato a pulire quanto lo sei tu: secondo il patriarcato e la società che ne deriva, un uomo non ci pensa a queste sciocchezze o non è capace di farle altrettanto bene. E non pensate di cavarvela dicendo che reputate il vostro uomo in grado di imparare altrettanto bene a fare le faccende di casa, vi guarderanno con ironia o con compassione, facendovi sentire delle complete illuse. Prego notare che quello che per un uomo è una sciocchezza con cui non deve perdere tempo, per voi è fondamentale ed è un dovere: praticamente ci ritengono in grado di occupare solo il ruolo di angelo del focolare, allo stesso tempo ci dicono che non è difficile, ma che gli uomini non lo possono fare.


Le tue figlie e i tuoi figli sono tremendi? Colpa tua, evidentemente come madre hai delle mancanze, non ti sei annullata per loro e se lo hai fatto, non lo hai fatto nella maniera giusta. Tempo fa mi imbattei in un programma sui serial killer chiamato “E’ colpa della mamma?”, in cui si analizzava il rapporto tra l’assassino e la madre nel corso della vita. Ebbene, nonostante la maggioranza dei seriali avesse avuto padri o altre figure maschili abusanti, indovinate chi era la colpevole principale dei massacri compiuti da questi signori? La mamma, naturalmente.
Le madri vengono anche accusate di mettere i figli contro i loro padri durante separazioni o divorzi, o almeno questo è quello che dicono i padri, che si son resi conto di avere dei figli solo nel momento in cui perdevano il controllo sulla compagna. Le statistiche confermano, come confermano che il lavoro di cura è quasi esclusivamente sulle spalle delle madri. Perfino con l’affido congiunto, è quasi sempre la madre a doversi far carico di tutto il lavoro di cura, ma deve chiedere al padre il consenso a mandare il figlio in gita scolastica: poco importa se del bucato e dello zaino per il figlio se ne occupa lei. Lei divorzia e lei viene punita. Se lui ha l’amante, lei non lo considerava abbastanza, se lei ha l’amante è una poco di buono, se lei lo lascia perché non lo ama è una donna fallita.


Ti hanno molestata o stuprata? Com’eri vestita? Cosa ci facevi lì? Sicura che non l’hai voluto? E preparati a rispondere a queste domande ovunque, a chiunque e più di una volta, in ospedale, alle forze dell’ordine, ai tuoi amici, ai conoscenti, alla famiglia e pure in televisione se il tuo caso assume una certa rilevanza. Se sei donna hai la colpa anche se il danno lo hai subito tu.


Non riesci ad avere figli? Quasi nessuno darà la colpa al tuo compagno, perché l’uomo può sempre avere figli. Non ne vuoi? Poco importa se il tuo compagno è d’accordo, rimani una donna a metà. Nessuno parla mai di istinto paterno, si da sempre per scontato solo quello materno, altrimenti come convinci le donne ad accollarsi tutto il lavoro di cura?


Vivi il sesso con naturalezza? E’ colpa tua se gli uomini si sentono in diritto di molestarti o di avere pretese. E’ sempre colpa tua se poi non vogliono relazionarsi con te, gli uomini vogliono una donna seria, poco importa se essere seria vuol dire in realtà sottomessa e sessualmente repressa, seria suona meglio.


Potrei stare qui a farvi altri milioni di esempi su quanto il senso di colpa vada a braccetto col patriarcato.


Non credete sia ora di liberarcene e vivere libere?


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