Mi capita spesso ormai, le persone mi cercano, mi usano o tentano di raggiungere traguardi a cui non son in grado di arrivare con me, e, quando hanno raggiunto il proprio scopo, o quando capiscono che non possono o non sarà facile raggiungerlo, se ne vanno.
Ipocritamente dopo averti detto che ti vogliono bene.
Capita che ti rispondano male, il giorno prima i tuoi post sul blog erano bellissimi, il giorno dopo ti chiedono, con fare stizzito, perchè glieli mandi, che a loro non interessa.
Alcuni, che ti hanno deluso in passato, tornano, dicendo che faranno di tutto per farsi perdonare, poi però hanno sempre qualcos’altro da fare, sin indignano se non credi alle loro manifestazioni d’affetto e poi ti ignorano di nuovo.
Altri ti bloccano, perchè vogliono aspettare che la tua delusione passi, ma non tollerano che tu abbia anche altro da fare o che tu non sia accogliente come al solito.
Io faccio sempre un sacco di autocritica, c’è chi mi dice che mi massacro di critiche, la cosa brutta è che ha ragione di dirlo.
Il problema è che con queste persone non trovo un effettiva risposta al perchè si comportino in questa maniera assurda, ma in qualche modo devo prendere la situazione in mano, perchè non è che sia proprio indolore.
Così ho deciso di lasciare andare queste persone, a volte con una semplice chiusura, a volte le ho mandate a farsi… un giro, male non gli farà, magari si schiariscono le idee.
Perchè questa gente fa male, malissimo, venire ripetutamente delusi è sfiancante.
Applicando quindi la teoria del “se mi fai male una volta è colpa tua, ma se mi fai male un’altra volta è colpa mia”, mi sono decisa a trovare una soluzione, che a dire la verità è un muro. Lo so che sembra brutto da dire. Considerate però che son convinta che se qualcuno davvero ci tiene, come dice, un modo per scalarlo lo trova.


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