Modesta nacque a Buccine nel 1914.

Era una gran lavoratrice che aiutava la famiglia, prima di sposarsi nel 1935 con Dario Polletti con cui si trasferì a Solaia di Monte Savino e con cui ebbe 5 figli.

Dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943, Modesta e Dario si unirono alla Resistenza, in particolare alla banda Renzino.

Nel giugno del 1944 i tedeschi erano impegnati in numerosi rastrellamenti ed eccidi nella provincia di Arezzo e, probabilmente grazie a un delatore, scoprirono il ruolo che Modesta aveva nella resistenza.

Il 29 giugno Modesta fu imprigionata e legata a una sedia con il figlio di soli tredici mesi in braccio e quando si rifiutò di dare informazioni sulle attività del marito e della banda, uccisero il bambino con una pugnalata. Modesta poté solo guardare il figlio morire, poi toccò a lei uccisa anch’essa a pugnalate.

Il corpo di Modesta, di suo figlio ancora stretto al seno e di altre quattro persone, furono trovati in una capanna che i tedeschi avevano dato alle fiamme.

Edoardo Succhielli, capo della banda Renzino, ricordò nel 979 Modesta così: “Al primo posto dovrei collocare la nostra contadina, cuoca animatrice, staffetta, portatrice di armi e di sorrisi”

I Casa del Vento le hanno dedicato una canzone: “Storia di Modesta Rossi”.

Modesta è stata insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare.


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