Laura Maria Caterina Bassi Veratti nacque nel 1711 a Bologna, all’epoca territorio dello Stato Pontificio da genitori di Scandiano, Maria Rosa Cesari e Giuseppe Bassi, dottore in legge. Il nonno Giacinto Bassi aveva a Bologna una spezieria, una specie di farmacia.
Fin da piccola mostrò una grande attitudine per lo studio e notevoli doti intellettuali, ragion per cui i genitori decisero di affidarla al docente di biologia, storia naturale e medicina, Gaetano Tacconi, che la istruì anche in logica, metafisica e psicologia.
Nel 1972 difese 49 tesi per poter ricevere il titolo dottorale. Ricevette quindi dall’università di Bologna la laurea in filosofia e ottenne una libera docenza, ovvero una qualifica che le permetteva di insegnare privatamente in università.
Di fatto fu tra le prime donne al mondo a insegnare in un’università in età moderna.
Laura, non si accontentò di questo, discusse un altra tesi di filosofia naturale, ottenendo un’altra libera docenza e una cattedra onoraria. Purtroppo essendo donna poté insegnare effettivamente in università solo in occasioni speciali e dietro permesso dei suoi superiori.
Sposò Giuseppe Veratti nel 1938, a patto che questi non la intralciasse nella sua attività accademica. Ebbero otto figli, di cui ne sopravvissero solo cinque e di cui Laura si occupò personalmente, senza tuttavia smettere di occuparsi della sua carriera.
Nel 1945 papa Benedetto XIV la nominò academica benedettina, la stima del pontefice superò l’opposizione dei colleghi.
Nel 1949 diede il via a dei corsi di fisica sperimentale in casa sua, in un laboratorio allestito con l’aiuto del marito, che furono frequentati da molti studenti dell’università di Bologna. Il Senato accademico le riconobbe uno stipendio di 1000 lire, altissimo per l’epoca.
La Bassi era una newtoniana convinta e fu in contatto con molti luminari del suo tempo, come Giovani Battista Beccaria, Jean Antoine Nollet, Felice Fontana e Alessandro Volta.
Fu solo nel 1776 però, che riuscì a ottenere la cattedra di fisica sperimentale nell’istituto delle Scienze, senza limitazioni riguardanti il fatto che fosse una donna.
I suoi studi apportarono contributi significativi non solo riguardo alla fisica newtoniana, ma anche al calcolo differenziale del moto di sistemi a più corpi , al moto dei fluidi e all’elettricità.
Mori a 66 anni a Bologna nel 1778 e le sono stati dedicati un cratere su venere e l’asteroide 15742.


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